{"id":954,"date":"2020-06-28T21:13:00","date_gmt":"2020-06-28T19:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/?p=954"},"modified":"2022-04-11T08:29:53","modified_gmt":"2022-04-11T06:29:53","slug":"la-scuola-al-tempo-del-covid-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/la-scuola-al-tempo-del-covid-19\/","title":{"rendered":"La scuola al tempo del Covid 19"},"content":{"rendered":"\n<h4><strong>Correre restando a casa, per reinventarsi la scuola<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/primabergamo.it\/media\/2020\/04\/1586443351354.JPG-universita_di_catania__oltre_11_000_ore_di_lezioni_a_distanza-420x252.jpg\" alt=\"Universit\u00e0, lezioni online un po' lunghe, ma funzionano. I numeri ...\" width=\"547\" height=\"328\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Correre restando a casa<\/em>. Sembra quasi una composizione poetica ermetica. Invece, \u00e8 questa la sintetica definizione data alla didattica a distanza dalla professoressa Tania Grasso, quasi a voler evitar perfino un \u201cassembramento\u201d di parole. Un <em>immane lavoro<\/em>, quello svolto da lei, dai suoi colleghi e da tutti i docenti italiani, in questo periodo di emergenza Sanitaria.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Avevano messo tutti lo stop al registratore\ndella vita<\/em>. Cos\u00ec continua il racconto della professoressa Grasso mentre, dal\npunto di vista di un narratore personale, descrive le soluzioni e le risposte\ndidattiche individuate dalla propria scuola durante l\u2019emergenza.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p><em>La nuova didattica a distanza \u00e8 fredda, quasi\ndisumana poich\u00e9 priva la scuola di alcune tra le sue componenti pi\u00f9\nsignificative &#8211; la dimensione sociale e interattiva, il calore delle anime, il\nsenso di appartenenza a una classe e a un gruppo &#8211; ma evidenzia, anche, che il\nlavoro svolto con determinazione e passione pu\u00f2&nbsp;&nbsp; ugualmente riempire di soddisfazioni i cuori\ndi docenti e alunni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il serioso resoconto della professoressa Tania Grasso veicola tutta\nl\u2019autorevolezza del ruolo di un docente che rappresenta il punto di riferimento\nper i propri alunni; ma, allo stesso tempo, diventa un piacevole racconto,\nframmentato dall\u2019emozione, scandito da pause e silenzi: <em>la musica non suonava pi\u00f9 per noi, perfino il cinguettio degli uccelli,\nseppur soave, all\u2019improvviso, quasi stonava in quel silenzio. Tutto era fermo,\nle anime completamente smarrite di fronte a un invisibile nemico che ancora non\nconoscevamo.<\/em> <em>Tutto fermo, anche lo\nsguardo dei miei alunni che, nel terrore, chiedevano cosa stesse realmente\naccadendo.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p>E, se un attimo prima o un attimo dopo, le notizie che arrivavano dai <em>media<\/em> o dai familiari gruppi WhatsApp\ndestavano preoccupazione e sconforto, quelle giovani voci impaurite che provenivano\nda dietro uno schermo evidenziavano tutta la fiducia riposta, anche a distanza,\nnei propri docenti. Gli studenti attendevano risposte concrete e rassicuranti; avevano\nbisogno di ritornare subito al loro posto di alunni e promettevano\ndisponibilit\u00e0, impegno e determinazione.&nbsp;\n<\/p>\n\n\n\n<p>Era un\u2019opportunit\u00e0 da cogliere, senza ombra di dubbio. &nbsp;<em>Tutto si\nfermava, ma noi, pur restando a casa, dovevamo iniziare correre, correre contro\nil tempo.&nbsp; Sembrava strano, ma, come la\nnatura, che seguiva il suo corso senza mai arrestarsi e si rigenerava, cos\u00ec\nanche noi dovevamo correre e reinventare la scuola, dovevamo reinventare un nuovo\nmodo di insegnare, tutti dovevamo metterci in discussione<\/em> <em>e garantire il diritto allo studio ai nostri\nstudenti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;<\/em>Si trattava di un nuovo modo di fare\nscuola, un\u2019ottima occasione per crescere, anche professionalmente. <\/p>\n\n\n\n<p><em>La nostra scuola <\/em>&#8211; continua la prof.ssa\nGrasso &#8211; <em>\u00e8 un esempio di dinamicit\u00e0, un\nvero laboratorio di ricerca attiva in cui i docenti, con spirito collaborativo\ne aperto alle innovazioni, sono pronti a sperimentare nuove azioni didattiche per\nperseguire apprendimenti significativi e rispondere in maniera celere e\npersonalizzata ai bisogni di ognuno e di ciascuno. Tutti, ma proprio tutti, si\nsono messi in discussione, anche chi, prossimo alla pensione, si \u00e8 cimentato\ncon softwares nuovi e con un diverso modo per interagire con le classi,\nattraverso le piattaforme social.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Bisognava proseguire il discorso didattico\ne, allo stesso tempo, dare un\u2019ulteriore spinta alle motivazioni intrinseche\ndegli alunni. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma come fare? Cosa poteva interessare i nostri giovani? Sono questi gli\ninterrogativi a cui hanno cercato di rispondere la professoressa e i suoi\ncolleghi. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Spesso, attraverso i videogiochi e\ni social, gli adolescenti fanno un uso piuttosto passivo dei dispositivi\nmultimediali. Bisogna riconoscere, per\u00f2, che essi hanno una grande familiarit\u00e0\ncon i supporti tecnologici: abilit\u00e0 che andavano potenziate e rese proficue.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I nativi digitali dovevano essere\nopportunamente guidati per tradurre questa familiarit\u00e0 in competenze. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alunni, che fanno <em>metacognizione<\/em>,\nriflettono sui processi cognitivi e le tappe del percorso didattico svolto,\ndimostrano di aver acquisito le competenze procedurali; alunni protagonisti del\nproprio sapere, che attraverso la metodologia della <em>flipped classroom, <\/em>lavorano in maniera individuale, seguendo le\nindicazioni fornite dal docente che, in veste di tutor e supervisore, li segue\noffrendo loro <em>video-tutorials<\/em>,\nvideolezioni, <em>podcasting<\/em> e assistenza\nchat in stile <em>forum<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Sembra un corso di aggiornamento\nper docenti. E invece no. Basta guardare i giornalini realizzati sull\u2019ambiente o\nsull\u2019inquinamento, gli esperimenti di scienze fatti a casa e condivisi con i\npropri docenti, come se fossero fatti da <em>Youtubers\n<\/em>esperti, oppure entrare nei siti web realizzati dagli alunni per rendersi\nconto di quanto la scuola stava gi\u00e0 correndo e abbia continuato a correre\nancora pi\u00f9 velocemente durante il <em>lockdown<\/em>.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9, dopo le indicazioni fornite dalla prof.ssa Grasso, esperta\nin informatica e webmaster, su come realizzare un sito web con Google Sites, i suoi\nalunni sono passati all\u2019opera realizzando un sito personale, per riutilizzare\nattivamente i contenuti di scienze presentati e sviluppati a scuola. <\/p>\n\n\n\n<p><em>I loro siti internet sono l\u00ec, visibili e consultabili da remoto, tramite i link; con soddisfazione e entusiasmo, li fanno vedere ai parenti e agli amici. Sono soddisfazioni per loro ma anche per noi docenti. La passione e l&#8217;amore per questo lavoro sono sempre ricompensati. Quando qualche giorno fa Saverio, uno dei miei alunni, mi ha scritto su whatsapp<\/em> <em>dicendomi<\/em> \u201c<em>Prof adesso metto sul sito anche un tutorial per far capire come funziona, per chi non se la cava molto come mia nonna e perch\u00e9 molti mi stanno chiedendo come ho fatto a farlo\u201d ho pensato che il nostro lavoro non \u00e8 vano, le strategie adottate sono efficienti.<\/em> <em>&nbsp;Quella di Saverio mi \u00e8 sembrata subito un\u2019idea originale e, quando dopo solo poche ore, mi ha girato il link del suo sito internet <\/em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/sites.google.com\/view\/tuttalascienza\/home-page\" target=\"_blank\">-https:\/\/sites.google.com\/view\/tuttalascienza\/home-page<\/a><em> appena revisionato, ho avuto io stessa l\u2019occasione di fermarmi un attimo e riflettere. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il sito di Saverio e quelli degli altri suoi compagni dimostrano l\u2019efficacia\ndella classe capovolta e evidenziano quanto i<em> compiti di realt\u00e0<\/em> siano immediati e facilmente realizzabili. <\/p>\n\n\n\n<p>Nella scuola anche i docenti, hanno occasione di imparare, rielaborare e\nriflettere per ricostruire e migliorarsi.&nbsp;\n<\/p>\n\n\n\n<p><em>Le simpatiche&nbsp; e altruiste riflessioni di Saverio sulla\nnonna e la sua volont\u00e0 di mettere a disposizione degli altri le proprie nuove\ncompetenze fanno pensare che la scuola, oltre a farsi carico di perseguire la\ncompetenza digitale debba &nbsp;anche puntare\na sviluppare una competenza di condivisione: condividere le<\/em> <em>conoscenze<\/em> <em>per accorciare quello che oggi si suole chiamare \u201c<strong>digital divide<\/strong>\u201d,<\/em> <em>ovvero il\ndivario digitale di tipo generazionale, come quello che separa \u201cnonna e nipote\u201d<\/em>\no <em>quello dovuto a un diverso accesso &nbsp;alle informazioni e alle conoscenze, come quello\nche differenzia&nbsp; Saverio da quei suoi\namici che gli chiedono come ha fatto a realizzare il suo sito web<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Una <em>competenza di condivisione<\/em>\ncostruita in ambiente scolastico attraverso cui Saverio e i suoi compagni\nriescono gi\u00e0 a offrire il proprio contributo per accorciare il divario digitale\ncon i propri prossimi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella speranza di poter ritornare presto in aula a rivivere le emozioni\nche solo una didattica in presenza pu\u00f2 garantire, si pu\u00f2 certamente affermare\nla scuola si \u00e8 fatta trovare pronta per questa nuova sfida, ha saputo raccoglierla\ne affrontarla in maniera efficace. <\/p>\n\n\n\n<p>Le scelte didattiche, la valutazione, l\u2019azione didattica, ogni componente\n\u00e8 stata rivista e ristrutturata, in un lasso di tempo estremamente esiguo. Molti\nparlano del deciso salto nel futuro fatto dalla scuola. Dirigenti e docenti,\ncon quotidiani confronti virtuali, con caparbiet\u00e0 e spirito di condivisione, si\nsono adoperati nel proprio lavoro con i pochi strumenti personali che avevano a\ndisposizione; per ben tre mesi, pur di <em>riprendere\na correre<\/em>, con grande professionalit\u00e0, contro ogni logica di\nrazionalizzazione del lavoro, hanno dedicato gran parte delle proprie energie\nquotidiane al tempo lavorativo, andando incontro a situazioni di <em>overworking<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Oltre la stanchezza fisica e mentale dovuta a tali processi, rimane la\nconsapevolezza di aver consolidato strategie che rappresentano un punto di\npartenza e non di arrivo e rimane anche, come evidenziato dalla prof.ssa\nGrasso, qualche lieta soddisfazione che prezzo non ha.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Correre restando a casa, per reinventarsi la scuola Correre restando a casa. 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