{"id":694,"date":"2020-04-24T16:10:29","date_gmt":"2020-04-24T14:10:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/?p=694"},"modified":"2020-04-24T16:18:27","modified_gmt":"2020-04-24T14:18:27","slug":"renato-caccioppoli-il-fascino-dellingegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/renato-caccioppoli-il-fascino-dellingegno\/","title":{"rendered":"Renato Caccioppoli: il fascino dell\u2019ingegno"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel maggio del 1938 l\u2019irrisione diventa sfida aperta: quando Hitler \u00e8 in visita ufficiale nella citt\u00e0 partenopea lo stesso giovane, in una trattoria di Mergellina, paga lautamente quattro musicanti improvvisati perch\u00e9 suonino la Marsigliese e, non contento, si mette a concionare contro il fascismo e il nazismo in presenza di agenti dell\u2019OVRA.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore di queste temerarie bravate \u00e8 Renato Caccioppoli, professore di teoria dei gruppi all\u2019universit\u00e0 di Napoli, nato il 20 gennaio 1904 nella citt\u00e0 partenopea da un affermato chirurgo, Giuseppe, e da Sofia Bakunin, figlia dell\u2019anarchico russo Michail A. Bakunin, che soggiorn\u00f2 a pi\u00f9 riprese in Italia, da ultimo nel 1874 quando organizz\u00f2 nel Bolognese un tentativo di insurrezione miseramente fallito (come narra Riccardo Bacchelli nel romanzo <em>Il diavolo al Pontelungo<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Con il regime non si scherza: Caccioppoli \u00e8 stato gi\u00e0 arrestato qualche anno prima, per accattonaggio, quando aveva voluto sperimentare di persona la vita dei barboni, e questa volta una condanna severa sembra inevitabile. Ma la sua \u00e8 una famiglia in vista, e la sorella della madre, Marussia (o Maria) Bakunin, stimata professoressa di chimica presso la Scuola Politecnica, interviene in suo favore presso le autorit\u00e0 sostenendo che il nipote soffre di disturbi psichici. Caccioppoli viene ricoverato in una clinica psichiatrica, insieme con schizofrenici e paranoici, e successivamente in una casa di cura privata, per alcuni mesi. Durante questo soggiorno coatto, accettato con disincantata <em>nonchalance<\/em>, riesce a mantenere i contatti con i suoi allievi e porta a termine uno dei suoi pi\u00f9 originali lavori scientifici. La solitudine forzata, c\u2019\u00e8 da dire, sembra non dispiacere troppo ai matematici: per citare un altro illustre esempio, Andr\u00e9 Weil, mentre si trova rinchiuso nel 1940 nella prigione militare di Rouen per renitenza alla leva, riesce a dimostrare un risultato fondamentale e si dichiara convinto che \u00abnulla favorisce le scienze astratte pi\u00f9 del&nbsp; carcere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Vera o falsa che sia la storia del gallo, e per quanto intessuta di leggenda possa essere la vicenda della Marsigliese (Ermanno Rea in <em>Mistero&nbsp; napoletano <\/em>la racconta un po\u2019 diversamente), rimane il fatto che tutti coloro che ebbero modo di conoscere Renato Caccioppoli &nbsp;concordano &nbsp;nel &nbsp;dipingerlo &nbsp;come &nbsp;un &nbsp;personaggio &nbsp;fuori &nbsp;degli &nbsp;schemi, \u00abistintivamente ribelle ad ogni conformismo e ad ogni forma di tirannia\u00bb, intransigente e scontroso, eppure dotato di un irresistibile fascino intellettuale. Questi stessi tratti distintivi, possiamo dire, si ritrovano nella sua opera di matematico. Dalla teoria della misura all\u2019analisi funzionale, dalla teoria delle funzioni analitiche delle equazioni ellittiche, le sue ricerche si contaddistinguono per originalit\u00e0 e profondit\u00e0 di pensiero. Come scrisse uno dei suoi alllievi pi\u00f9 brillanti, Carlo Miranda, in un commosso necrologio pubblicato subito dopo la sua tragica morte, Caccioppoli \u00abnon amava il lavoro di lima e di rifinitura, ma preferiva affrontare costantemente problemi nuovi e con l\u2019intuito geniale di cui era dotato sapeva spesso precorrere i tempi aprendo nuove vie al progresso della scienza\u00bb. Proprio per questa ragione, fu in gran parte per merito di Caccioppoli se la matematica italiana, nel campo dell\u2019analisi, riusc\u00ec ad attraversare quasi indenne il lungo isolamento imposto dal fascismo e dalla guerra. &nbsp;Oltre ai suoi &nbsp;numerosi allievi diretti (tra gli altri, Giuseppe Scorza Dragoni, il gi\u00e0 ricordato Miranda, Gianfranco Cimmino, Tullio Viola, Guido Stampacchia, &nbsp;Carlo Ciliberto), molti altri matematici \u2013 da Lucio Lombardo Radice a Ennio De Giorgi \u2013 hanno riconosciuto in lui un maestro e un modello.<\/p>\n\n\n\n<p>La carriera universitaria di Caccioppoli fu rapida e brillante, ma del tutto aliena dalle logiche di potere accademiche. Dopo aver abbandonato gli studi di ingegneria (un\u2019imposizione della famiglia), si iscrive a matematica e si laurea nel 1925 con Ernesto Pascal. Indeciso se proseguire nello studio di questa disciplina o dedicarsi alla musica diventando pianista o direttore d\u2019orchestra, incontra Mario Picone che ne riconosce il talento e lo indirizza alla ricerca nel campo dell\u2019analisi matematica. Nel giro di pochi anni pubblica una trentina di articoli scientifici e nel 1931, appena ventisettenne, occupa la cattedra di analisi algebrica all\u2019universit\u00e0 di Padova. Tre anni dopo ritorna nella sua Napoli, amatissima e insieme odiata, dove rimarr\u00e0 fino alla morte, avvenuta l\u20198 maggio 1959: si uccide con un colpo di pistola alla nuca.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli importanti risultati otttenuti da Caccioppoli nei settori, soprattutto, dell\u2019analisi funzionale e della teoria geometrica della misura, pur sufficienti a fare di lui uno dei magiori matematici italiani del secolo passato, non esauriscono la grandezza del suo genio n\u00e9 bastano a spiegare il fascino tutto particolare che promana dalla sua figura \u2013 quel fascino che ha sedotto Mario Martone, regista del film <em>Morte di un matematico napoletano <\/em>(co-scenegggiato con Fabrizia Ramondino) e Ermanno Rea, che a Caccioppoli ha dedicato pagine memorabili del suo <em>Mistero &nbsp;napoletano<\/em>.&nbsp; Pianista talentuoso, poliglotta (ma spesso preferisce esprimersi,&nbsp; anche con&nbsp; gli studenti, in napoletano schietto), fine conoscitore della poesia francese, <em>causeur <\/em>famoso per le sue battute al vetriolo, appassionato di teatro e di cinema, Caccioppoli fu uno dei protagonisti della vita culturale, politica e anche mondana della Napoli del dopoguerra. &nbsp;Frequenta gli stessi salotti, gli stessi circoli, gli stessi caff\u00e8 di La Capria, Ghirelli, Anna Maria Ortese, Patroni Griffi, Francesca Spada, Alicata: a Sorrento incontra Gide, che nel suo <em>Journal <\/em>ricorder\u00e0 quegli occhi cos\u00ec sfavillanti d\u2019intelligenza, frequenta Moravia ed Elsa Morante, si lega d\u2019amicizia con Neruda ed Eluard. &nbsp;La sua notoriet\u00e0 non \u00e8 limitata ai cenacoli intellettuali: quando di giorno percorre la strada da Palazzo Cellamare, dove abita, fino all\u2019universit\u00e0, quando fino a notte alta passa da un caff\u00e8 all\u2019altro tutti riconoscono, non foss\u2019altro che per l\u2019esile silhouette di dandy trasandato, <em>\u2018o prufessore<\/em>, &nbsp;o come anche lo chiamano <em>\u2018o genio<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impegno politico fu sempre vissuto da Caccioppoli come un dovere morale al quale era impensabile sottrarsi. L\u2019amore per la libert\u00e0, la critica feroce delle convenzioni borghesi, l\u2019insofferenza per l\u2019arroganza e la stupidit\u00e0 del potere, non gli derivavano soltanto da una tradizione familiare dominata dall\u2019ingombrante figura del nonno, Bakunin, ma forse erano anche conseguenza diretta del suo inflessibile rigore intellettuale e, in particolare, della sua attivit\u00e0 di matematico.&nbsp; Come ebbe modo di scrivere un altro grande matematico libertario, Laurent Schwartz, \u00abla scoperta matematica, che dipende assai poco dall&#8217;autorit\u00e0 costituita, \u00e8 di per s\u00e9 sovversiva e sempre incline a infrangere i tab\u00f9\u00bb. Antifascista spontaneo, repubblicano fervente in una Napoli che nel referendum del 1946 vot\u00f2 in larghissima maggioranza per la monarchia, partigiano della pace, Caccioppoli, pur rimanendo sempre legato agli ambienti del Pci, non volle mai iscriversi al partito, per ragioni che vanno forse ricercate nelle radici anarchiche delle sue idee. &nbsp;In almeno due occasioni, nel 1953 e nel 1954, gli fu negato il visto sul passaporto per partecipare a congressi internazionali, in Polonia e in Olanda: se ne lamenta con Picone, in lettere dal tono assai poco accademico, inveendo contro gli Scelba e i Fanfani che ravvisano \u00abin tanti Italiani [\u2026] se non proprio dei nemici della Patria, almeno dei cittadini discriminati\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno seppe\ndare una\nspiegazione al suo suicidio, ma\nnessuno, in fondo, ne rimase sorpreso. Certo,\nla moglie\nSara Mancuso, pi\u00f9 giovane di\nlui di\nsedici anni, lo aveva lasciato per Mario Alicata, critico letterario\ne dirigente comunista, con il quale aveva una relazione\nda circa\ndieci anni. &nbsp;Ma\npi\u00f9 di\nquesto, chiss\u00e0, pesarono la denuncia\ndei crimini\ndel regime stalinista da parte\ndi Kruscev\nal XX\ncongresso del Pcus, i fatti d\u2019Ungheria,\nl\u2019opprimente clima della\nguerra fredda, il tramonto di\nideali che erano stati la\nlinfa vitale di una generazione.\nForse, pi\u00f9 semplicemente, come osserv\u00f2\ncon finezza\nEmma Castelnuovo\nin una\nlettera a Picone, Caccioppoli \u00abnon era\nuomo che potesse invecchiare n\u00e9 ammalarsi e, ammalatosi,\nfermarsi; questa sua vita, breve, tumultuosa, angosciata fino alla fine, ha\navuto anch\u2019essa un profondo significato, e non solo per la scienza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova,&nbsp;\n4 ottobre 2004<\/p>\n\n\n\n<p>Claudio Bartocci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel maggio del 1938 l\u2019irrisione diventa sfida aperta: quando Hitler \u00e8 in visita ufficiale nella citt\u00e0 partenopea lo stesso giovane, in una trattoria di Mergellina, paga lautamente quattro musicanti improvvisati perch\u00e9 suonino la Marsigliese&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":695,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[8],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/694"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=694"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/694\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":701,"href":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/694\/revisions\/701"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/wp-json\/wp\/v2\/media\/695"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=694"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=694"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=694"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}