{"id":1048,"date":"2020-11-24T17:28:34","date_gmt":"2020-11-24T16:28:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/?p=1048"},"modified":"2020-11-24T17:57:27","modified_gmt":"2020-11-24T16:57:27","slug":"nasciamo-tutti-matematici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matematica.academy\/math\/nasciamo-tutti-matematici\/","title":{"rendered":"La matematica non fa per me!"},"content":{"rendered":"\n<h4>Nasciamo tutti matematici<\/h4>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em> <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alcune capacit\u00e0 matematiche sarebbero\npresenti sin dalla nascita nell\u2019essere umano: \u00e8 quello che ha sostenuto\nButterworth (1999, 2005) elaborando la tesi innatista del \u201ccervello\nmatematico\u201d. Il bambino sarebbe in grado di riconoscere la differenza tra due\ninsiemi che presentano una diversa numerosit\u00e0 di oggetti senza che ci\u00f2 gli\nvenga insegnato, i neonati nei primi giorni di vita sarebbero gi\u00e0 capaci di\ndiscriminare tra loro insiemi di 2 o 3 elementi (Antell e Keating, 1983).<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, vi \u00e8 la capacit\u00e0 innata del\nbambino di avere delle aspettative numeriche sulle possibili variazioni di\noggetti dovute alla loro sottrazione o aggiunta all\u2019interno di un insieme\n(Lucangeli, Iannitti, Vettore, 2007). Secondo Wynn (1992), ci\u00f2 sarebbe\npossibile gi\u00e0 all\u2019et\u00e0 di 5 o 6 mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Come ogni altra abilit\u00e0 essa necessita\ndi essere allenata fin dalla tenera et\u00e0 ed affinata successivamente attraverso\nl\u2019istruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre inoltre abolire i pregiudizi verso questa materia, l\u2019errata opinione preconcetta concepita, non per conoscenza precisa e diretta ma sulla base di voci e opinioni comuni: \u00e8 complicata, \u00e8 fredda, \u00e8 noiosa, richiede troppo tempo o \u00e8 troppo difficile da capire. <\/p>\n\n\n\n<p>I bambini nascono con una grande voglia\ne capacit\u00e0 di imparare e le difficolt\u00e0 di apprendimento, in relazione a qualsiasi\ndisciplina, non nascono spontaneamente, ma vengono anch\u2019esse indotte\nnell\u2019allievo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come afferma il matematico sudafricano&nbsp;Seymour Papert che la&nbsp;<strong>matofobia<\/strong>&nbsp;(termine che deriva dalla fusione delle parole&nbsp;matematica&nbsp;e&nbsp;fobia) ha una natura sociale e nasce durante l\u2019istruzione scolastica. Il carattere sociale di questa paura \u00e8 giustificato, secondo Papert, dalla convinzione, radicata nella maggior parte degli esseri umani, della dicotomia tra \u201cpersone intelligenti\u201d e \u201cpersone stupide\u201d e, di conseguenza, ritenendo che la matematica sia una disciplina per pochi eletti, si pensa che esistano \u201cpersone portate per la matematica\u201d e \u201cpersone negate per la matematica\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Resta indubbio che un lavoro metacognitivo efficace sulla matematica dovrebbe coinvolgere credenze e comportamenti non solo dei bambini, ma&nbsp;anche degli adulti. <\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna adottare didattiche efficaci nel potenziamento delle abilit\u00e0 cognitive alla base del calcolo  e della logica e soprattutto stimolare la voglia di capire e di provare, far acquisire agli alunni le giuste competenze che facciano loro  sperimentare il successo e &nbsp;di conseguenza facciano sorgere la motivazione ad apprendere. Suscitare meraviglia e curiosit\u00e0 verso il mondo dei numeri. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nasciamo tutti matematici Alcune capacit\u00e0 matematiche sarebbero presenti sin dalla nascita nell\u2019essere umano: \u00e8 quello che ha sostenuto Butterworth (1999, 2005) elaborando la tesi innatista del \u201ccervello matematico\u201d. 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